Margot la gazza

Margot,
nata da pochi giorni era caduta dal nido, alto su una gaggia davanti alla cascina, che non era pensabile riportarcela. Accadeva in luglio, di venerdi. Il 13.
L’abbiamo sentita piangere poco oltre il cancello, insistentemente, con quel suo grido gutturale, intenso e fragoroso che da li a poco sarebbe diventato la nostra sveglia quotidiana.
Piccola, con le piume ancora arruffate ed il becco più grande della fame strillava a più non posso. L’ho raccolta tra le mani, portata in giardino e chiamato Alessia che per un lungo istante l’ha guardata stupefatta con un inequivocabile scintillio negli occhi. Da quel momento non c’è stato un solo istante in cui siano state lontane.
Abbiamo imparato velocemente tutto quello che c’era da sapere sullo svezzamento di una giovane gazza. Ci siamo alzati alle ore più improbabili per far terminare quella petulante e continua richiesta di cibo. Abbiamo cercato ovunque le cose che nascondeva, comprese le chiavi, per fortuna troppo pesanti per essere portate fuori da casa. Pulito non poche cacchette che quella seminava con noncuranza… Ma vederla crescere piano piano e diventare sempre più forte e curiosa era una ricompensa che ci faceva scordare la fatica. Andavamo quotidianamente a caccia di cavallette ed alla ricerca di semi, lei sempre sulla nostra spalla o saltellando davanti a noi. I cani erano suoi fratelli, sempre curiosi ma protettivi. Il gatto che da piccola la scrutava da un angolo sognando uno spuntino, col tempo e l’aumentare delle sue dimensioni ha cominciato a rispettarla, quel suo becco che ogni giorno diventata più lungo ed appuntito era comunque un buon motivo per starle alla larga.
In poco tempo ha cambiato il piumaggio. Le penne della coda si erano staccate, probabilmente a causa del trauma della caduta dal nido, impedendole di volare. Poi anche quelle si sono fatte sempre più lunghe. Migliorati l’equilibrio e la portanza sono cominciati i primi incerti voli che pian piano si sono trasformati in planate di precisione e decolli con avvitamento. Anche i fugaci giri oltre il noce sono diventati avventure sempre più lunghe, sempre più lontane, finchè una sera Margot non è ritornata a gracchiare sul davanzale del salotto.
Non è stato facile disabituarsi alla sua ingombrante presenza da un giorno all’altro. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato, in fondo era la cosa più giusta, forse speravamo un po’ più tardi. La sua compagnia ci ha fatto scoprire un altra sfaccettatura della Natura ed un animale intelligente, bello e molto affettuoso che si era ritagliato un posto nella famiglia iperraziale di Cascina Martina.
Da qualche giorno un piccolo strilla in un nido proprio davanti alla finestra della cucina,ad un passo dal davanzale, ed una coppia di giovani gazze si affanna ad esaudire ogni suo grido con un buon boccone….Dopo 6 mesi finalmente pensiamo che Margot sia tornata, selvatica certo, ma forse l’istinto l’ha riportata in quel cortile dove ha trascorso la sua infanzia.
E nella speranza che sia proprio la nostra amica pennuta abbiamo pensato, con non poca emozione, che fosse giunto il momento di presentarvela.

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