Itinerario dei castelli delle Langhe

Un modo diverso di scoprire il Roero, le Langhe e l’Alta Langa, percorrendo le strade che si diramano tra paesaggi incantevoli, castelli e colline, in un continuo saliscendi incorniciato dalle vigne e dai boschi.

Un tour che si snoda su un tracciato di 180 km e che attraversa i paesi che hanno fatto la storia di questa zona, dai commerci tra il mare e l’entroterra piemontese, alle battaglie per le roccaforti più importanti. Dai più antichi insediamenti romani, alla storia della resistenza nella letteratura.

Partenza da Dogliani

Situata in una conca naturale , attorniata da colline dalla conformazione mai uniforme, Dogliani è considerata la capitale delle Langhe sud-occidentali.

L’agglomerato urbano, posto a 300 metri di altitudine sul livello del mare, si addensa intorno all’alveo del torrente Rea, affluente di destra del Tanaro nei pressi di Monchiero, e si distingue nettamente in due aree edificate: una inferiore, il Borgo, sul fondovalle bagnato dal fiume, ed una superiore, il Castello.

A caratterizzare Dogliani è l’originalità dello stile architettonico, con cui Giovanni Battista Schellino, stravagante agrimensore e architetto autodidatta cresciuto alla Spina, una minuscola frazione della campagna doglianese, nella seconda metà dell’Ottocento segnò il tessuto della città, progettandone il volto monumentale: un tripudio eclettico di cupole neoclassiche e guglie neogotiche, torri medioevali e scenografie wagneriane.

La personalità architettonica di Dogliani non trova infatti rispondenza in Langa, poichè l’eclettismo di questo illustre “urbanista” ha attribuito alla città angoli insoliti e assolutamente estranei ai canoni, agli stili e al senso comune di allora.

Monforte d’Alba

Deve il suo nome al castello cinto da mura che sorse nell’Alto Medioevo sulla sommità del colle e che, nel 1028, secondo gli storici, fu espugnato dagli armati inviati dall’Arcivescovo di Milano, Ariberto d’Intimiano.

Il nucleo storico di Monforte, disposto a ventaglio e arroccato attorno all’antico campanile pulsa di rinata vita. Una passeggiata nelle sue viuzze medioevali che salgono ripide dimostrano come questo centro di Langa, già noto nella seconda metà del Novecento per la sua gastronomia, abbia valorizzato il suo centro storico con molta attenzione al restauro e al recupero funzionale dei suoi edifici.

Barolo

La prima cosa che colpisce di Barolo è il diverso posizionamento del suo nucleo urbano rispetto a quello dei paesi limitrofi, addossati intorno alla sommità di un colle o lungo un crinale. Il paese chiude infatti una valletta e si trova adagiato su una specie di altopiano, a forma di sperone, protetto dai rilievi circostanti, disposti a guisa d’anfiteatro.

Non si hanno notizie precise relative alla nascita di Barolo. Sebbene la zona fosse stata frequentata sia in epoche preistoriche che in epoche successive da tribù celto-liguri, sottomesse successivamente dai Romani, pare probabile che il primo insediamento effettivo fosse di origine barbarica e che risalisse all’alto medioevo.

Tra le varie spiegazioni intorno all’etimologia del nome Barolo quella più accreditata lo fa derivare dal celtico bas reul, che significa luogo basso.

Grinzane Cavour

Il paese di Grinzane sorse attorno al suo castello di origine medioevale: un pugno di case che ne erano corollario e quasi tutt’uno. Poi, a seguito dei radicali restauri degli anni Sessanta del 1900, le case coloniche addossate al maniero furono demolite affinché il castello riacquistasse la sua antica veste.

Ora il paese è adagiato ai suoi piedi, un insieme di case ottocentesche con la piccola chiesa parrocchiale dedicata a Maria Vergine del Carmine. Dalla spianata del castello si gode un panorama che spazia sulle colline del Barolo.

Il suo nome è legato allo statista piemontese Camillo Benso conte di Cavour che in questo castello soggiornò per 17 anni, anche se soltanto saltuariamente, e fu sindaco del paese fino al 1848. Proprietario di molti fondi agricoli (possedeva numerose cascine attorno al castello), il conte Camillo sperimentò nuove tecnologie in cantina per cui, insieme alla marchesa Vitturnia Colbert Falletti che all’epoca dimorava nel castello di Barolo, dirimpetto a Grinzane, può essere considerato uno dei padri del vino Barolo.

Roddi

Collocato in splendida posizione su una dorsale a dominio della pianura verso Alba, Roddi è un borgo medievale arroccato attorno al suo castello, secondo uno schema caratteristico del paesaggio ondulato delle Langhe. Il paese è posto in posizione dominante sulla valle del Tanaro e viene ricordato in documenti anteriori al Mille, ma le origini sono più antiche, risalenti all’epoca romana.

Pollenzo

Venne fondata alla fine del II° secolo a.c. nella valle del Tanaro (a poca distanza dalla confluenza con la valle Stura di Demonte) in una posizione strategica dal punto di vista viario, trovandosi all’incrocio di importanti corridoi naturali quali le vie Fulvia ed Aemilia Scauri.

Plinio documenta che Pollentia era famosa per la produzione di lane e di vasi da mensa in ceramica fine, mentre le iscrizioni funerarie ritrovate nella necropoli ricordano un mercante di vini (merkator vinarius) ed un tintore di stoffe (purpurarius).

Fu città cara ai Savoia che finanziarono la prima campagna di scavi alla ricerca di reperti di epoca romani, compiuti tra la fine del Settecento ed i primi anni del nuovo secolo.

Ma l’attaccamento affettivo della famiglia reale alla tenuta di Pollenzo si ha con le ultime drammatiche fasi dell’Italia monarchica. Nell’abdicare dal trono di penultimo re d’Italia, Vittorio Emanuele III si ritira a vita privata con il titolo di Conte di Pollenzo.

Monticello d’Alba

Tra i castelli del Medio Evo, che ancor oggi si possono ammirare, quello di Monticello rappresenta uno dei più notevoli esemplari, sia per la sua classica architettura, sia per il perfetto stato di conservazione.

Il Castello, che si annovera tra i più antichi ed i meglio conservati del Piemonte, deve la sua rara fortuna al fatto di essere da seicento anni posseduto e abitato dalla famiglia dei Conti Roero. Questi, da proprietari intelligenti e profondamente intenditori, ne hanno curato attraverso i secoli, la perfetta conservazione, preoccupandosi scrupolosamente di far mantenere al Castello la sua struttura primitiva, e di accrescerne contemporaneamente la bellezza e lo splendore dei particolari. Grazie a loro questo superbo esemplare di castello medioevale, si presenta ancor oggi in tutta l’imponenza di quella forza e di quella maestosa bellezza, che testimoniano di tante grandezze feudali.

Guarene

Strategicamente importante, il maniero fu oggetto di contese nel corso dei secoli. All’inizio del XVIII secolo venne distrutto e sulle rovine fu innalzata l’attuale costruzione, improntata al classicismo dello Juvarra su disegno del Conte Giacinto Roero. Ottimamente conservato, il Castello colpisce per l’imponente e raffinata mole e per la bellezza dei giardini all’italiana.

Barbaresco

Il paese fortificato, come lo conosciamo adesso è originario del medioevo, periodo in cui venne realizzata la torre e il castello. Barbaresco era un borgo fortificato e a quell’epoca risale il motto che campeggia nello stemma comunale “De Barbarisco turris et Arx”. Si sviluppò quello che viene definito “ricetto piemontese” ovvero un’area fortificata all’interno della quale si rifugiava la popolazione in occasione di pericoli esterni.

Fa parte del territorio collinare denominato Langhe, noto in tutto il mondo per la produzione di prestigiosi vini e le specialità gastronomiche come il tartufo bianco d’Alba.

Treiso

Sulle colline dolci delle Langhe c’è una terra antica che si addensa in paese e un paese che si stempera in borgate e cascine, in una natura fatta di grandi cru ed angoli ancora selvaggi. Qui lo sguardo è conteso  tra   la  maestà

delle Alpi, l’armonia invitante delle colline, il volo di un falco, il lento muoversi di un uomo nella vigna, gioielli sparsi del Settecento piemontese, la luna che si fa specchio di tanti sogni. A Treiso il tempo non si è fermato, ma restituisce ancora una cultura antica della terra che infonde sapore alla vita quotidiana.

Trezzo Tinella

Il piccolo e grazioso comune di Trezzo Tinella, agiato nell’Alta Langa, occupa un territorio molto vasto situato in diverse altitudini che vanno da un minimo di 304 m. fino ad un massino di 712 m.

Il centro del Paese, che attualmente ospita la Chiesa con la Canonica e il Municipio, un tempo era il luogo in cui sorgeva un castello, del quale era rimasta solamente la torre, crollata nel 1969. Di fondamentale importanza furono, inoltre, l’asilo e le scuole frequentate fino al 1986.

Trezzo ha cascine e case sparse caratterizzate da nomi particolari, addirittura di origine romana. Ognuna di esse porta con sé tutte quelle tradizioni che dai primi albori della Comunità sono giunte fino ai giorni nostri.

Mango

Città famosa per essere stata la cornice di molti dei libri di Beppe Fenoglio, sormontata da uno splendido castello, durante il medioevo fu un centro vivacissimo grazie alla sua posizione strategica come luogo di passaggio della via ” Magistra Langarum “, che congiungeva il Piemonte alla Liguria. Un antico tragitto percorso dalle carovane dei mercanti, tra insidie e pericoli, che oggi ha lasciato un segno indelebile nella gastronomia locale : dai vigneti langaroli, partivano uva e vino, dalla riviera arrivavano sale, olio e pesce. Ne è un tipico esempio un piatto che nel tempo è diventato sinonimo di Piemonte : la bagna caùda.

Benevello

Paese di notevole suggestione panoramica, è sullo sfondo delle sue colline che Fenoglio ambientò il romanzo de La Malora.

Situato a 671 metri sul livello del mare, è il primo paese della Comunità Montana Alta Langa salendo da Alba; la località Manera è detta infatti la Porta Nord dell’Alta Langa.

Ha il suo punto di forza nell’ambiente naturale: dalla chiesetta di Madonna di Langa si gode di una vista panoramica unica sul Piemonte sud, fino all’arco alpino col Monviso.

Cortemilia

E’ una città con una storia millenaria. Anticamente nominata Cohors Aemilia, questa zona è sempre stata un punto di forte interesse, ed è oggi una delle mete più visitate delle Langhe. Il suo antico centro storico, ricco di abitazioni e di porticati medievali, è diviso in due borghi dal passaggio del fiume Bormida. Il borgo di San Pantaleo, sulla sponda destra, e il borgo di San Michele, su quella sinistra, sono uniti da una passerella in ferro, localmente denominata la pontina.

Artisticamente significativi sono la torre cilindrica del 1200, circondata dai ruderi del castello della famiglia Aleramica, e l’ex convento francescano, fatto presumibilmente costruire da San Francesco dopo il suo passaggio nel 1213.

Il prodotto principe di Cortemilia è la Nocciola Tonda, a cui è dedicata una manifestazione l’ultima settimana di agosto.

Prunetto

Prunetto è situato in Alta Langa (Piemonte) sul crinale tra le valli Bormida ed Uzzone, vi si arriva attraverso una serie di tornanti che si inerpicano tra le colline.

Da 750 m. di altezza si gode di un panorama inconsueto che spazia dagli Appennini Liguri alle Alpi Cozie, offrendo uno spettacolo meraviglioso: colline cosparse di paese e di castelli, i “bricchi”, le vigne arroccate sui pendii, i muri a secco, i fiumi che scorrono silenziosi a valle, la natura con i colori magici dell’alternarsi delle stagioni.

Monesiglio

l territorio di Monesiglio è situato nella zona collinare delle Langhe, all’estremo sud – est della Provincia di Cuneo. Adagiato ai piedi di una collina che declina fino a costituire la sponda destra del fiume Bormida.

Paese di Langa, ha origini molto antiche; i suoi primi abitanti, i Liguri Stazielli, si opposero tenacemente ai Romani invasori, ai quali, tuttavia, dovettero sottomettersi verso il 172 a.C. e, quindi, convivere con essi, riportando anche notevoli vantaggi, soprattutto per le vie di comunicazione.

La presenza romana trova conferma in alcuni reperti archeologici, tra cui due lapidi tuttora conservate nei locali del Castello.

Spiegano l’etimologia del nome diverse interpretazioni, tra cui le più attendibili sembrano essere:

“Mons occelli”, ossia monte dell’occhiello, con il significato di luogo di sentinella;

“Monexilium”, secondo la quale alcuni monaci sarebbero stati costretti a vivere, quasi in esilio, su una collinetta nei pressi dell’attuale paese

Saliceto

Non si conosce la data precisa della fondazione di Saliceto, ma la sua “Pieve” viene menzionata per la prima volta nel diploma di Ottone II (967 dC) con quelle di Millesimo, Cengio, Cosseria ed altre ancora come dipendenti dal Vescovo di Savona. Più certa sembra essere la toponomastica, secondo cui il paese prese il nome dai molti salici presenti in questi luoghi.

La storia del paese si inserisce per lungo tempo nelle vicende dei marchesi Del Carretto. Nel corso del XII e XIII secolo, non potendo contrastare da soli la crescente potenza di Genova, i marchesi aleramici si resero vassalli del potente libero comune di Asti, giurando ad esso fedeltà in cambio di protezione.

Camerana

Camerana è nominata per la prima volta, quale dominio della Chiesa di Savona, nel diploma di Ottone III (967) “Cum decimationibis de Cameriana” in cui si concedono le rendite delle pievi a Bernardo vescovo di Savona. In tale diploma si cita l’esistenza di una casaforte posta a difesa di una delle principali vie di comunicazione tra la riviera ligure e l’entroterra, la cosiddetta “via del sale”.

Murazzano

Definito “Scudo e chiave del Piemonte” per la sua posizione strategica, è uno dei principali centri dell’Alta Langa. Dall’alto della sua torre millenaria si delineano perfettamente le Langhe che digradano fino alla pianura, con torri, castelli e vigneti, nella cornice delle Alpi dominate dal Monviso. E’ apprezzato centro di produzione di  gustosissimi formaggi.

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