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In questi giorni freddi, appena il sole comincia a scaldare, molti uccelli escono alla ricerca di provviste.

I noci e le gaggie in giardino hanno ancora frutti e semi in abbondanza, superstiti di venti e neve, per poter offrire cibo in cambio di un’aiuto ad aprire i  baccelli e spargerne i semi contenuti. Quando si dice accordarsi, in senso civico e musicale!

Così ghiandaie, picchi rossi, cinciallegre, codirossi, fringuelli, gazze e pettirossi ne affollano i rami e mangiano a volontà, diventando un colorato , vivace ed utile ornamento tra le chiome spoglie.

Con la macchina fotografica sempre a portata di mano sono riuscito a scattare qualche foto di alcuni esemplari e con un po’ di fortuna questa bella sequenza.

Un picchio rosso è assolutamente deciso a non lasciarsi scappare dalla zampa la noce che si è staccata sotto il suo peso.

In una improbabile posizione da acrobata prova comunque a romperla, l’esito è scontato ma la sua tenacia encomiabile.

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Di seguito alcune foto e richiami degli uccelli che abbiamo visto.

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Ghiaccio!

H2O: Chimica e fisica applicata.

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Sulla Neve

Ne è caduta tanta in questi giorni e come sempre le più contente sono le nostre cagnette che letteralmente ne vanno pazze!

Saltano, corrono, ne mangiano un po’ e così via senza sosta, tutto il giorno.

Così ieri ho pensato di fare qualche ripresa perchè mi mette di buon umore questa loro semplice e genuina passione per la neve, vederle contente come non mai divertirsi insieme è sempre una bella sensazione.

Per questo dedico questo breve montaggio alle tre protagoniste senza le quali non sapremmo stare.

Enjoy

Se il video salta sulla pagina del blog cliccate http://www.youtube.com/watch?v=B9pUUT1R4s4

 

Faccio parte di quella generazione che vive la tecnologia non solo come l’evolvere del progresso ma come l’avverarsi della fantascienza che da piccolo tanto mi affascinava e che sempre più spesso è diventata parte della mia vita, a volte senza che nenemmeno me ne accorgessi.

Mi ritrovo quindi ancora a meravigliarmi come un bambino quando scopro quali siano le sue infinite possibilità ed applicazioni, come nel caso di The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore.

Una App per iPad che contiene un libro….. magico per chi romanticamente lo vede dal mio punto di vista, tecnologico per chi lo guarda con occhi più analitici.

Come quando penso al telefono e sono portato istintivamente ad immaginarlo su un tavolino con un filo che lo collega al muro, quando penso ad un libro difficilmente riesco a non legarlo ai concetti di carta ed inchiostro, comunque finiti ed immutabili, almeno nella forma.

 La Storia Infinita ci aveva fatto pregustare un viaggio dei sensi in un mondo fantastico nel quale il libro era il veicolo verso una dimensione di avventura che diventava realtà e nella quale il ruolo del lettore era anche quello di protagonista che influisce sulla storia, che diventava quindi tangibile e malleabile.
Così quando ho scoperto questo “Audio-video-tatti-crono” libro un sorriso mi ha illuminato e ho visto un’altra cosa che credevo impossibile concretizzarsi.
Tratto da un pluripremiato cortometraggio realizzato da William Joyce, animatore della Pixar, in una cornice curata e delicata di grafica e musica, ci porta attraverso la storia in modo naturale ed intuitivo regalandoci oltre al piacere della lettura anche la sensazione di farne parte e di modellarla a nostro gusto.
Una applicazione superiore al classico libro gioco o all’avventura risolvi misteri a cui siamo abituati, in un mondo a metà tra il Mago di Oz ed Alice nel paese delle Meraviglie
Vi auguro quindi buona…..Lettura? Visione? Creazione? scegliete voi..l’importante è emozionarsi…come faranno sicuramente i vostri figli e spero, tornando piccoli, anche voi adulti.
The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore è in vendita sull’ Apple Store a 3,99.
Il trailer
 Spoiler
Di seguito il cortometraggio integrale da cui è tratto il libro.

L’itinerario di cui vi sto per raccontare venne tracciato nel 1796 da Napoleone Bonaparte in persona e viene oggi ricordato, grazie ad un contributo del G.A.L Mongioie e del G.A.L Consorzio Valli del Bormida, con obelischi, sagome di metallo e dipinti posti nei punti delle battaglie cruciali. Questa operazione è stata possibile anche grazie al  pittore Pietro Bagetti che nel 1802, distaccato alla Sezione Topografica Piemontese sotto il comando del capitano Martinel, che partecipò in prima persona alle vicende , illustrò sotto sue precise indicazioni gli avvenimenti di quei giorni di Aprile.

il “Roadbook” di Napoleone

Potrete viverlo quindi anche come una piccola e divertente caccia al tesoro alla ricerca di tutti i siti napoleonici, 12 in tutto e non sempre facili da trovare, che segnano la rotta. Ovviamente l’itinerario non seguirà alla lettera il corso cronologico degli eventi, per adattarsi ad un percorso scorrevole  e senza troppi andirivieni.

Cronache di guerra:

Di seguito andrò a raccontare le cronache di un giovane Napoleone Bonaparte che, appena ventisettenne, ma già conosciuto per avere sbaragliato i più grandi strateghi d’Europa, era a capo di una spedizione in territorio piemontese per costringere gli austriaci invasori a lasciare il territorio e stringere un’alleanza con Vittorio Amedeo III,  occupando così un territorio strategicamente fondamentale per preparare la discesa verso il centro Italia.

L’intento era quello di dividere gli Austriaci dai Piemontesi lungo la linea di confine con la Liguria. Diviso in quattro Corpi l’esercito napoleonico si dispose sul territorio per sfondare nel mezzo le linee nemiche.

La prima mossa fu degli austriaci che attaccarono un contingente francese già a Voltri,  facendolo ritirare a Madonna di Savona ed incalzandolo con il generale d’Argentau a Cairo Montenotte.

Questi però venne qui accerchiato dai Generali francesi Massena e La Harpe e fu costretto a ritirarsi a Dego. Era il 12 Aprile.

Due giorni dopo Dego cadde. Fu questa una battaglia importante quasi vanificata dall’euforia della vittoria. Dopo aver infatti saccheggiato la città e festeggiato la presa, i Francesi vennero colti addormentati ed ubriachi dal colonnello austriaco Wukassowich,  di base a Sassello, che quasi riconquistò la città, ma vista l’inferiorità numerica al sopraggiungere dei rinforzi Francesi non fu in grado di mantenere la posizione a lungo.

Sulla ritirata di Wukassovich

Intanto l’esecito di d’Argentau, in ritirata da Dego verso Acqui, oltre a non aver potuto rafforzare la difesa del generale Wukassovick, aveva lasciato scoperto il lato sinistro del generale Provera che si trovò così alla mercè del generale repubblicano Augerau.

In suo soccorso arrivò il colonnello Del Carretto che con pochi uomini ed un’azione eroica riuscì a  sbaragliare il campo. La loro inferiorità numerica, i nemici tutt’attorno ed il fiume Bormida in piena a causa delle piogge,  non gli permisero di ritirarsi. Quindi pur di non arrendersi si arrampicarono sul Colle di Cosseria, dove c’era il rudere del castello omonimo, e qui resistettero a tre assalti, uno dei quali condotto in persona da Napoleone. La resa venne ad opera del generale Provera dopo la morte di Del Carretto nella strenua difesa dell’arrocco.

Su Del Carretto e Provera a Cosseria

Il 15 Aprile viene conquistata Millesimo. L’esercito austriaco è in scacco e solo la falange piemontese del generale Colli può sostenere il peso della guerra.

Questi decide quindi di ritirarsi verso Ceva con Napoleone che lo segue a poca distanza. Ma una volta schierate le truppe riesce egregiamente a contenere gli attacchi del nemico Bonaparte.

Nella notte però, ipotizzando un nuovo e prepotente attacco, lasciò una guarnigione  a Ceva e si rifugiò a Mondovì occupando la Bicocca di San Giacomo. Fu questa una battaglia in cui le sorti mutarono di continuo ma che alla fine vide vincitori gli sfavoriti piemontesi, più che mai decisi a non lasciare il passo. La battaglia venne poi raccontata da Carducci nella poesia “Bicocca di San Giacomo“, per celebrare la stoica resistenza opposta agli invasori.

Questa vittoria però non potè mutare le sorti della campagna e Colli si vide quindi costretto a ritirare verso Vicoforte incalzato. Capitolò nella disfatta del Bricchetto che lo costrinse ad indietreggiare ulteriormente verso Stupinigi in coperture di Torino, speranzoso ancora in un aiuto da parte degli austrici, che però mai arrivò. Era il 21 Aprile.

Sulla resistenza di Colli

Nel frattempo nel capoluogo venne convocato un consiglio straordinario che invitava il Re ad una ragionevole tregua. Venne quindi firmato l’armistizio di Cherasco e successivamente la pace.

Informazioni generali e Dati Tecnici

Dopo avervi annoiato con un po’ di storia,mi pareva importante sottolineare di quali grandi personaggi fossero le Orme che stiamo seguendo, ecco l’itinerario del giro.

La Mappa su Google Maps

Prospetto generale siti napoleonici

Partendo da Cascina Martina raggiungiamo Dego, che per comodità scegliamo come punto di partenza e su cui non dirò più nulla. Arriviamo attraversando il bellissimo Parco Regionale di Piana Crixia, estraneo agli avvenimenti narrati, ma davvero incantevole sul suo altopiano.

Di qui in direzione Savona, si segue verso Montenotte Superiore e successivamente vero il Monte Negino, sopra Altare attraverso delle piccole vallette tuttecurve e senza traffico.

Risalendo verso Carcare e Montezemolo per la SP 28 bis, attraverso il Colle di Cadibona e  di Montezemolo, fate attenzione ai controlli delle FdO  ed anche ai tanti spericolati che a volte esagerano con il manico su queste curve.

Seguendo la SP 661 raggiungerete La Pedaggera,  poco sotto Murazzano, dove potrete assaggiar gustosi formaggi per merenda.

La strada che scende verso Ceva, la SP32, è molto divertente, quasi sempre sgombera da auto e con dei bellissimi scorci della valle che si apre sotto. Da qui continuate verso Mombasiglio dove si trova il Museo Generale Bonaparte con tutte le stampe di Pietro Bagetti.

Proseguite ancora per Località Arazza,  frazione di Cigliè, oltre il Tanaro attraversato poco lontano dalla Via Nazionale. Luogo questo dove il generale Joubert,  per essere d’esempio, si gettò nel Fiume e riuscì a raggiungere la sponda opposta sotto mitragliamenti e fucilate terrificanti. Ma vedendo che nessuno lo seguiva e d’altra parte che la scarpata gli avrebbe impedito di risalire, se ci fosse stata altra gente, ripassò una seconda volta il Tanaro esponendosi di nuovo al medesimo pericolo, per raggiungere la colonna; al suo ritorno disse con freddezza ai granatieri: “Si avete ragione, non si può passare”.

Poco distante si passa da San Michele sulla SP 60 per arrivare a Vicoforte, sulla SS 28, dove si trova l’obelisco dedicato a questo percorso.

Passato il Bricchetto di Mondovì a pochi km, nel centro della cittadina, si conclude il giro….

Ancora 20 Km e sarete in Cascina, una doccia, un po’ di relax in giardino ed una cena rifocillante saranno un buon modo per concludere la giornata.

Ho appena finito di leggere ” In viaggio con l’asino “. Il diario di un viaggio d’altri tempi. Cinque giorni lungo gli antichi sentieri dell’Abruzzo. Protagonisti di questa epica avventura due giornalisti, Andrea Bocconi e Claudio Visentin, in compagnia di Pietro e Martina, i loro figli e di due asini, Nino ed Eva.

Un convoglio improvvisato, con un mezzo di trasporto che si conduce da sè e detta il ritmo di un viaggio lento ma ricco di scoperte.

La natura innanzitutto, “quasi incontaminata”, ma capace di regalarci scenari spettacolari, i figli degli autori che si dimostrano ai loro occhi capaci e caparbi oltre ogni aspettativa e gli asini…. che a volte insegnano ai professori.

Tra soste, deviazioni, incontri imprevisti, montagne, boschi, paesi e chiese, ci raccontano di un’Italia “minore” sconosciuta ai più, ma dove si prepara una parte importante del nostro futuro.

Un diario semplice ma curioso, ricco di citazioni e di storia, che ci regala il gusto per i particolari, che solo andando senza fretta si riescono a notare.

L’augurio è di trovare un momento per fare tutto ciò che desiderate….

….E per darvi il buon esempio noi non abbiamo perso tempo!

Auguri sinceri dai vostri affezzionati

Ettore ed Alessia

Un augurio di buone feste a tutti voi con una cartolina da Cascina Martina.

Buone mangiate e buone bevute, buone risate e buona compagnia.

Ettore e Alessia

Eccoci tornati dal nostro breve, intenso e surreale viaggio invernale sulle due ruote.

1100 km di strada, dalle meravigliose Gole del Verdon, attraverso la Provenza verso la Costa azzurra.

Una strana sensazione quella di essere gli unici centauri per centinaia di km, la strada solo per noi.

Le gole del Verdon

Siamo partiti in mattinata che il sole aveva cominciato a scaldare un po’ l’aria. Dritti verso la Francia usciamo a Nizza per seguire la strada che da Grasse porta a Castellane. La strada che da qui ci porta fino al lago di Sainte Croix, si snoda lungo il canyon che il fiume Verdon ha eroso nei millenni, con strapiombi di 700 metri corre sinuosa accanto ad un fiume verde smeraldo fino a gettarsi nel lago….

Lac de Sainte Croix

Siamo arrivati infreddoliti ma contenti in un bell’albergo dalle parti di Aups dopo circa 6 ore di viaggio.

La mattina un sole timido fa capolino dietro le nuvole, ci bardiamo dei vari strati antifreddo e partiamo alla volta della costa.

Un po’ seguiamo Scemo Scemo, il nostro Tomtom di  ”S”fiducia, un po’ ci divertiamo a farlo andare nel panico, così ad un certo punto decido di prendere una strada invitante,  la D95/D80/D2, che da Roquebrussanne attraverso Plan d’Aups scende a Cassis, la nostra seconda meta.

Passiamo attraverso una gigantesca foresta di pini, querce, tassi e faggi. Una strada di saliscendi morbidi nella penombra degli alberi con improvvise radure soleggiate. Un piacere viaggiare in una tiepida mattinata invernale…e all’improvviso il mare luccicante, le nuvole stavano arrivando ma siamo approdati tranquillamente nel piccolo porticciolo di Cassis, pronti ad una scorpacciata di Cozze con un intingolo di panna, vino bianco, curcuma e pastis…

Cassis di giorno

Una vistita all’immancabile marchè de Noél, giro di notte fino al faro sotto le onde sferzate dal forte vento e poi  nanna, al ritmo delle onde che a pochi metri dalla nostra finestra si infrangevano sugli scogli di una incantevole calletta.

Cassis di notte

La mattina il sole ci sorride finalmente incorniciato in un bel cielo azzurro. La strada ci porta fino a Toulon dove Scemo Scemo si perde, giro per il centro affollatissimo e poi sull’autostrada….ops, usciamo verso Cueres, un po’ fuori mano,ma proseguiamo piacevolmente nell’entroterra tra vigne e frutteti.

D’un tratto una deviazione porta la scritta D41-Col de Babaou…  Strada deserta ad una corsia e mezza, tortuosa, tornantini stretti, curve  su curve snocciolate una dopo l’altra con un piacere che solo chi ama la moto può capire fino in fondo… arriviamo fino a Lavandou da dove riprendiamo la còte fin a Saint Raphael.

Saint Raphael

Anche qui un mercatino, cenetta e a dormire pronti per l’ultimo giorno di viaggio…verso casa.

L’ultimo giorno dopo un po’ di trafficatissima costa decidiamo di tagliare l’affollatissima costa passando per l’autostrada fino a Monaco. Usciamo per una deviazione fino ad Eze, un magnifico paesino medioevale arroccato su una roccia che guarda Cap’ Ferrat.

Cap Ferrat da Eze

Ci rimettiamo in viaggio sospinti da raffiche di vento che ci hanno fatto traballare non poco.

Salutiamo il mare a Savona e saliamo piano verso Ceva…a questo punto il freddo comincia a farsi sentire veramente ma casa è dietro l’angolo.

Arriviamo in un tripudio di cani,gatti e pecore che ci salutano festosi… Cascina dolce Cascina….

Domani  anche per il nostro mulo…strigliata, lavata, ingrassata alla catena e a riposo al calduccio..

Il Mulo

Saluti a tutti,

Ettore e Alessia

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